Edv Cafe

  • 04:25:18 pm on febbraio 8, 2008 | 2
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    Era previsto ed è successo: l’evoluzione biologica è intervenuta per reagire alle modifiche apportate dall’uomo, con l’ingegneria genetica, agli organismi viventi. L’industria biotech ha ottenuto un cotone resistente ai parassiti e i parassiti si sono “evoluti” per resistere alle tossine di quel cotone.

    Il protagonista di questa storia è una nuova forma del lepidottero Helicoverpa Zea – come racconta “Nature Biotechnology”. Secondo la rivista la popolazione del novello parassita è, per ora, limitatissima e tenuta sotto stretto controllo.

    Coltivato fin dal 1996, il “cotone BT” deve il suo nome al Bacillus turingiensis, il batterio che produce la tossina dal quale viene estratto il gene poi inserito nel Dna della normale pianta di cotone per ottenere una variante resistente ai parassiti, tra cui l’Helicoverpa Zea. Gli insetti non riescono ad attaccare il cotone BT che si difende da loro rilasciando la tossina batterica. Risultati: raccolti migliori e minor uso di pesticidi che fanno male.

    Parassita previsto
    “Non c’e’ proprio alcun pericolo in tutto cio’ – spiega l’esperto in biotecnologie Roberto Defez dell’Istituto di Genetica e Biofisica ‘A. Buzzati Traverso’, del CNR di Napoli – tanto piu’ che diversi gruppi di ricerca hanno trovato, ancora prima che comparisse, i rimedi a questo problema che era largamente previsto”.

    Infatti, spiega il ricercatore, Linda Gahan della Carolina State University e David Heckel dell’Universita’ di Melbourne, Australia, hanno appena chiesto la licenza di brevetto per un kit di controllo dei parassiti resistenti al cotone geneticamente modificato.

    Quindi si sapeva che gli insetti avrebbero aggirato l’ostacolo, e si sapeva talmente tanto bene che le societa’ produttrici di semi ogm sono gia’ pronte a immettere sul mercato nuovi prodotti specifici. E’ legittimo domandarsi se gli ogm, e soprattutto i brevetti che ne derivano, siano una soluzione per l’agricoltura o un generatore di nuovi bisogni e profitti.

    Per limitare la popolazione del nuovo parassita le ditte che vendono sementi OGM impongono ai coltivatori di creare vicino ai campi ogm le cosiddette ‘zone rifugio’, appezzamenti di terreno con coltivazioni ‘cuscinetto’ di cotone non Ogm. La presenza delle zone rifugio fa si’ che il parassita resistente al cotone BT non diventi predominante ma rimanga una specie minoritaria a fianco di parassiti normali.

    Inoltre esistono gia’ nuove generazioni di piante di cotone ogm contenenti altre tossine cui i parassiti sono vulnerabili, per cui – per ora – non ci sarebbe nessun pericolo.

     

Comments

  • euclide 17:0 on 8 febbraio 2008 | # | Rispondi

    Uno degli ennesimi motivi per i quali gli ogm sono pericolosi. Nonostante fior di scienziati ci raccontino che non fanno male e sono un progresso dell’umanità io rimango fermamente contraria al loro utilizzo.

  • Sì autore sì 17:0 on 8 febbraio 2008 | # | Rispondi

    il motivo per cui i laboratori avevano già ampiamente preventivato la nascita di un insetto resistente alla tossina secondo me è presto detto. Le mutazioni genetiche sono ordinaria amministrazione nella natura, basti pensare che le peggiori infezioni si contraggono negli ospedali, i luoghi dove i batteri per sopravvivere devono combattere col meglio delle nostre risorse in fatto di medicina e salute. E lì non ci sono organizzazioni lucrative che speculano sulla selezione di batteri resistenti. Semplicemente la natura fa il suo corso. Si evolve per superare gli ostacoli, e così fa un battere che, nato con una mutazione favorevole, elude l’antibiotico e origina un ceppo resistente. Da quel momento servirà un antibiotico diverso.
    I ricercatori, sapendo quale principio tossico operava nella pianta, hanno calcolato la possibilità che qualcosa potesse bloccarlo, e hanno cercato un’alternativa. Perchè è normale che questo accada. E accadrà pure per il nuovo seme che hanno trovato.


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