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Updates from noianimalimoderni RSS

  • 05:03:54 pm on Febbraio 19, 2008 | 11 | # |
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    “barak obama prova per te un amore materno, paterno e a prima vista. contemporaneamente.”

    Sulla rete è nato un blog di aforismi sulla star del momento, Barak Obama appunto, come già era successo con Chuck Norris e le sue frasi scolpite nella pietra.
    Una moda, un tormentone, un modo per divertirsi o un modo per far soldi?
    In ogni caso gli autori del sito italiano pubblicheranno presto un libro con gli aforismi più belli inventati da loro, tradotti dall’inglese dal sito americano originale oppure inviati dagli utenti della rete.
    L’idea è nata per il fatto che dai media la figura che ci giunge di Barak Obama è quella della persona che si trova sempre nel posto giusto al momento giusto, che dice la cosa giusta e sa sempre quel che dice, che fa tutto per te ma che non te lo fa pesare, il bravo ragazzo insomma che ha poco o niente a che fare con i soliti squali della politica, pieni di strane storie di camera e anticamera e di squallore. Ecco che allora la cosa è stata estremizzata ed il risultato è esilarante. Un esempio? “Barack Obama ha riversato su dvd la videocassetta della tua comunione. ” scrive oggi un utente, “Barack Obama ha scritto il tuo nome sul bagnasciuga.” risponde un altro. E così via.
    Volete partecipare, leggere, curiosare o comunque farvi due risate? L’indirizzo è http://barackobamaisyourfriend.blogspot.com/, (sperando che non ne nasca uno anche sull’amico Berlusconi).

     
  • 03:40:12 pm on Febbraio 18, 2008 | 4 | # |
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    L’assurdo è una cosa che non ti aspetti in un contesto che poco o nulla ha a che fare con la cosa in oggetto. Può scatenare in noi differenti reazioni: stupore, perplessità, incredulità, curiosità, riso. E’ un concetto legato alla filosofia dell’”assurdità dell’esistenza”, sorto con la corrente esistenzialista negli anni ‘50-’60 con autori come Albert Camus, Eugene Ionesco, Samuel Beckett, che portarono brillanti esempi di questa filosofia nelle loro opere teatrali.

    Oggi il teatro ha ben pochi esempi di filosofia, a meno che non si vada sul classico, ma richiama molto poco pubblico, salvo che nei pochi casi in cui nelle vesti di attori compaiono nomi legati alle trasmissioni televisive, anche se con risultati a volte assai scarsi.

    La forma d’arte più seguita è, inutile dirlo, la pubblicità. E la filosofia dell’assurdo è entrata anche in essa, anche se con evidentemente intenzioni diverse da quelle degli autori.

    L’assurdo in pubblicità lo si coglie solo se ci si ragiona sopra, ma il più delle volte non se ne ha il tempo, in 30 secondi una serie di immagini ad alta velocità ed a alto sonoro ci viene catapultato nelle retine e sui timpani urlandoci  dei concetti che probabilmente faticheremmo a comprendere anche in più tempo e con meno rumore. L’assurdo serve unicamente per richiamarci nella mente concetti familiari o in qualche modo curiosi per attirare la nostra attenzione. E ci riescono anche. Io alla trentesima volta che cercavo di seguire un film interrotto continuamente dalla pubblicità mi sono domandata: “che bisogno ha una donna adulta vestita come una deficiente su un paio di pattini, di navigare in Internet con un portatile?” Lì per lì il nostro subconscio ha captato una dissonanza, un qualcosa che non andava, poi la nostra razionalità mette a fuoco il concetto piano piano, estrapolandolo dal contesto, dalle immagini e dalla musica, oltre che dal messaggio. E’ chiaro che il messaggio vuole essere “massima libertà di utilizzo”, ma bastavano gli ometti sdraiati sul prato, non importava arrivare all’assurdo, invece se la pubblicità ha raggiunto alfine il suo scopo, è solo per questo particolare dissonante, ché altrimenti non l’avrei notata. Infatti il mio cervello ha cominciato a mettere a fuoco l’assurdo, mentre cercava di razionalizzarlo, evidentemente senza risultato, perché a rigor di logica nessuno agirebbe come la signorina in questione, anche per motivi di equilibrio, eppoi una che va sui pattini, o guarda la strada o guarda lo schermo, che gli frega di collegarsi ad internet? Se ha tanta premura di controllare la posta, torni a casa. E magari si cambi pure il vestito.